PRESENTAZIONE

È per me un grande onore presentare questo inserto speciale che La Riscossa Cristiana pubblica in onore di Papa Pio XII.

Il Santo Padre, Benedetto XVI, firmando il decreto che dichiara le virtù eroiche di Pio XII ha portato una gioia grandissima non solo nel cuore dei cristiani, ma anche in quello di tutti gli uomini di buona volontà che comunque amano la verità.

Nessun Pontefice è stato oggetto di una campagna diffamatoria crudele e ossessiva come Pio XII, che fu non solo intrepido difensore della purezza della Fede ma anche, negli anni tragici in cui il mondo precipitava in un abisso di bestiale violenza, l’uomo che più di tutti si prodigò per salvare quante più vite umane fosse possibile dalla follia omicida del nazionalsocialismo. Le stime degli storici, anche ebraici, sul numero degli ebrei salvati grazie all’opera della Chiesa, sotto le direttive precise di Pio XII, variano tra le 750.000 persone e il milione. Dopo la guerra furono moltissime le espressioni di gratitudine rivolte a Pio XII per la incessante azione a difesa dei perseguitati dall’ideologia, anticristiana e antiumana, del razzismo. Qui mi limiterò a ricordare il nome famoso di Golda Meir, statista che visse la nascita di Israele e che fu ministro con Ben Gurion, prima di divenire ella stessa Primo Ministro. Ma nelle eccezionali testimonianze storiche che potrete leggere vi sono citati altri nomi, alcuni famosi, altri meno noti, di Ebrei che ringraziarono Pio XII, unico Capo di Stato che non disponeva di carri armati o di divisioni militari, per la grande opera svolta a difesa di un popolo perseguitato.

Eppure oggi molti, e anche, duole dirlo, molti Ebrei, criticano aspramente Pio XII che “con i suoi silenzi si sarebbe reso complice del nazismo”. Cos’è accaduto per stravolgere così la verità?

Nel 1963 un autore di teatro, fino ad allora pressoché sconosciuto, il tedesco Rolf Hochhuth, mise in scena “Il Vicario”, un dramma in cui si accusava Pio XII di indifferenza verso il martirio del popolo ebraico, se non addirittura di connivenza con le autorità naziste. Ed è bene sottolineare che lo stesso Governo della Germania Federale si sentì in dovere di deplorare, con una pubblica dichiarazione, quest’opera diffamatoria contro un Pontefice universalmente amato e stimato.

Ma i sassolini gettati dal teatrante tedesco divennero una frana rovinosa, grazie alla metodica disinformazione che amplificò sempre più le tesi insostenibili di Hochhuth, negando invece spazio a quanti volevano difendere, sulla base dei dati storici, la figura e l’opera di Pio XII.

In questo inserto potete leggere (nei DOCUMENTI), tra l’altro, una testimonianza di eccezionale importanza, quella di un ex ufficiale della “Securitate” (la polizia politica della Romania) che, riparato negli Stati Uniti, svelò lo specifico ordine, impartito a suo tempo dal KGB sovietico, di iniziare la sistematica diffamazione di Papa Pio XII.

Hitler aveva un preciso piano per rapire Pio XII e non lo realizzò solo perché il generale Wolff fece il possibile per boicottare astutamente questo folle ordine; poi le sorti della guerra iniziarono a precipitare per le forze dell’Asse e l’attenzione del dittatore tedesco fu assorbita dai problemi di una resistenza militare ormai disperata.

Ma dopo la guerra la morte di Pio XII fu decisa da altri, che antinazisti a voce, erano però i degni eredi di una ideologia folle e mortifera. Fu decisa una morte crudele, quella della memoria, affinché il nome di questo grande Papa fosse coperto dall’infamia e purtroppo è risaputo (e tragicamente sperimentato) che una falsità assoluta, se ossessivamente ripetuta, diviene una verità nella pubblica opinione, soprattutto quando si toglie spazio al contraddittorio.

La memoria di Pio XII andava infangata, il suo nome gettato tra quello dei criminali, perché questo grande Pontefice aveva avuto parole troppo precise anche contro le altre follie totalitarie che, finita la guerra, cominciavano a chiudere parte dell’Europa in una immensa prigione, e ad avvelenare le anime anche nei Paesi liberi. Il suo decreto “Contra communismum” costituisce una chiara ed inequivocabile condanna di un’ideologia atea e materialista, intrinsecamente perversa. Né è casuale che l’opera diffamatoria “Il Vicario” abbia visto la luce proprio nel 1963. Iniziavano gli anni di stravolgimento anche nella Chiesa, si ipotizzavano “dialoghi” impossibili, la confusione delle menti aveva contagiato anche tanti ecclesiastici che parlavano di una Chiesa che doveva “mettersi al passo con i tempi”, che mettevano in discussione l’autorità stessa del Sommo Pontefice. Pio XII, lo ricordavamo in apertura, fu uno strenuo difensore della Parola e del Primato di Pietro, fu la vera pietra su cui costruire la Chiesa di Cristo. Si preparavano le follie sessantottine, e anche a molti cristiani non dispiacque questa diffamazione contro questo grande Papa. E a volte non c’è bisogno di diffamare direttamente: basta tacere contro le più evidenti e vergognose menzogne.

Ma la Verità ha una forza inarrestabile e sempre riemerge dalle profondità in cui la malafede degli uomini cerca di relegarla. Non mi resta quindi che invitarvi alla lettura di ogni parte di questo inserto, perché ogni parte è essenziale per poter conoscere e giudicare. Gli autori non hanno bisogno di presentazione: i nomi di Emilio Artiglieri, Piero Vassallo, Antonio Gaspari, Primo Siena, Fausto Belfiori, Padre Giovanni Cavalcoli, Luciano Garibaldi, sono ben noti a quanti non si limitano a cibarsi di televisione, ma cercano e amano la verità e la profondità culturale.

A ognuno di loro desidero porgere il mio più vivo ringraziamento, perché grazie alla loro opera è possibile presentare questo nostro contributo alla irrinunciabile battaglia per il trionfo della Verità

Paolo Deotto